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Questi due spezzoni sono tratti dal libro di Mauro Corona, "La fine del mondo storto" edito da Mondadori.
Un romanzo che mi ha fatto "sorridere", pensare, mi ha regalato e confermato grandi spunti per la mia vita
"Adesso i sopravissuti se ne rendono conto. Capiscono di avere dimenticato le cose semplici, belle e sicure: il contatto con la natura, l'uso delle mani, la fantasia inventiva, il sapersi arrangiare senza troppi marchingegni. Sovraccarichi di robe in più, gli uomini stavano perdendosi sotto il mucchio. Stavano scomparendo, il cumulo li copriva, li nascondeva, li soffocava. Poi ( e se non fosse per i morti verrebbe da dire finalmente), è arrivata la morte bianca e nera che ha preicpitato il pianeta nella catastrofe e ha aperto gli occhi ai superstiti. Giorno dopo giorno, infatti, s'accorgono che vivere è come scolpire, si deve tirar via, togliere, per scoprire quel che sta sotto. Bisogna non avere più nulla, esser ridotti alla fame, allo stremo, con l'ombra della morte accanto per illuminarsi quando arriva un tozzo di pane, un raggio di sole, una parola di conforto"(pag 96)
"Comandare gratifica ed esalta i meschini d'animo, gente inacidita e misera, che si sente inferiore alle formiche e per questo cerca il potere. Che non sono i soldi ma il comando. I meschini sono gli uomini peggiori del mondo. Vendicativi e crudeli, esercitano il dominio con cinismo e provano gusto a umiliare. Ai tempi dell'abbondanza, erano temuti e fintamente amati e rispettati. I subalterni, se avessero potuto, li avrebbero mangiati vivi. Invece stavano zitti. Al massimo dicevano signorsi. Pensavano che un giorno avrebbero preso loro il comando e, quindi, nel frattempo, conveniva subire senza inimicarseli. Adesso invece sono tutti pareggiati. .....la disgrazia planetaria ha tolto loro il comando costringendoli a piegarsi al silenzio. All'inizio non ci credevano, non volevano crederci. Poi si sono spaventati, poi terrorizzati, poi rassegnati. Ora sono contenti. Contenti di essere vivi e di sporcarsi le mani, facendo un lavoro che non sapevano nemmeno esistesse. E scoprono anche che palpare la terra, vederla infiorarsi di frutta li rende sereni. Prima ai tempi dei combustibili e del comando, non erano mai sereni. Troppo impegnati a spadroneggiare, stavano sul chi vive nel timore perenne che qualcuno li scalzasse dal trono. Così, mentre gli uomini di comando diventano umili e riscoprono la tranquillità d'animo, i rimasti vivi cercano di essere utili gli uni agli altri, senza la minima questione o la più piccola baruffa. il mondo è migliorato, il carattere degli uomini pure. Non c'è nulla come la paura della morte per migliorare le persone" (pag 98)
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